FUGA DAI PIOMBI
Ermete Trismegisto
il mesto sguardo arresta
sull’orgoglioso amante
dall’estranea prosopopea.
Penetrante l’almagesto
il chiavistello presta
al sosia, sospirante
nella subitanea apnea.
Crepitante un indigesto
pasto non rattrista
la chiosa, prettamente
euganea, dell’epopea.
Sull’indigente arrivista
una tempesta d’ametiste,
l’elemosina, rutilante
ma succedanea, di Medea.
Enzo Bonacci |