Note Biografiche:

Marco Menghini, nasce a Foligno nel 1964.
Riceve fin da giovane una formazione artistica di stile neoclassico sotto l’influenza del padre, pittore neoclassico.
Nell’anno 1977 vince un concorso scolastico di disegno artistico figurativo. Nel 1981 si diploma
maestro d’arte presso l’Istituto Statale d’Arte Bernardino di Betto di Perugia.
Nel 1982-83 partecipa a mostre collettive in Foligno e Spoleto.
Sempre nel 1983 consegue il diploma di maturità artistica presso l’Istituto Statale d’Arte L.Leonardi di Spoleto. Nel 1984 viene attratto dallo studio dell’anatomia e si laurea in Medicina presso l’Università di Perugia nel corso degli anni, varie vicissitudini e il lavoro di medico lo inducono a ridurre l’attenzione per la pittura. Il tempo libero è comunque dedicato allo studio espressivo del figurativo femminile in cui si intersecano giochi di luci ed ombre.




Nel 2005 dedica quasi esclusivamente l’attenzione ai lavori ad olio su tela e nel 2006 partecipa al 2° premio internazionale di pittura, scultura e grafica Boè 2006 a Palermo con l’opera “EVA”, arrivando nei finalisti con attestato di merito pubblicazione nella rivista d’arte Boè, depliants rappresentativi ed esposizione presso la galleria d’arte di Palermo. A tutt’oggi vive a Foligno dove sta lavorando per diversi eventi espositivi. Ha esposto in una personale presso il palazzo dei Consoli, nel mese di giugno 2007 e ha partecipato al premio Città di Recanati nell’ottobre dello stesso anno.

Recensione Critica:

La pittura di Marco Menghini non si avvicina a nessun autore, non vuole copiare. Quest’artista ha ben altri obiettivi, in lui il colore esprime il provare sensazioni: il rosso, il calore la sensualità che si svela d’erotismo e ritrova l’eleganza femminile, il blu i ricordi, la memoria, gli amori onirici sognati prima che vissuti, amori fatti di un erotismo che riassume il “soma” e con la psiche ritrova l’equilibrio antico. Non è la donna, quanto la femminilità ed il concetto di bellezza afrodisiaca ad essere raffigurato. Non c’è spazio fisico, ma profondità fisica, immaginifica. le sue figure sono in contemplazione statica, aspettano che l’incanto termini e la materia sia corrotta dal tempo “cronos” che inesorabile passa e tutto trasporta. Marco Menghini ha la pennellata veloce estemporanea e rapida, come le sue figure che sembrano fondersi con la luce che si irradia dallo spazio e in esso compie un vero processo metafisico. Se la rappresentazione diviene raffigurazione di un pensiero non è necessaria la realizzazione fisica del vero, ciò che Menghini vuole raggiungere è la realizzazione di un frammento dove il tempo e lo spazio si annullano. Quello che conta è realizzare una magia, rendere visibile ciò che non ha visibilità.

Prof. Alberto D’Anastasio
Docente di Storia dell’Arte linguaggi non verbali.





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